5 Paesi Che Sono In Un Mercato Orso

Le tensioni nel commercio internazionale stanno gravando pesantemente sui prezzi delle azioni in tutto il mondo, soprattutto per quegli indici azionari di alcuni paesi che dipendono particolarmente dalle esportazioni per la loro crescita economica.

5 Paesi Che Sono In Un Mercato Orso

Negli Stati Uniti, l’indice S&P 500 (SPX) ha subito una correzione del 10% da quando ha raggiunto un massimo record assoluto nel trading intraday lo scorso 21 Settembre e non ha ancora registrato una ripresa sostenuta (leggi anche Come Scegliere le Azioni Nel Trading Intraday).

5 Paesi Che Sono In Un Mercato Orso

Ma già 14 tra i principali indici azionari al mondo sono diminuiti del 10% o più rispetto ai massimi precedenti, e sei di questi, in rappresentanza di cinque paesi diversi, si trovano attualmente in un mercato orso in quanto hanno subito cali nell’ordine del 20% (leggi anche Come Affrontare un Mercato Orso). I paesi in questione e il loro principali indici azionari, sono:

5 Paesi Che Sono In Un Mercato Orso: Come Investire

In modo simile alle recessioni economiche, i mercati orso possono diffondersi in tutto il mondo. Quindi il timore che in un sistema economico e finanziario globale interconnesso, un contagio che inizi all’estero probabilmente infetterà anche l’economia americana e i mercati dei titoli statunitensi.

L’indice DAX 30 tedesco, che comprende i 30 titoli azionari delle società tedesche più importanti, è crollato da quando ha raggiunto un massimo alla chiusura dello scorso Gennaio, a causa delle crescenti preoccupazioni sulle restrizioni commerciali e del rallentamento della crescita economica in tutto il mondo.

Sulla base dei dati di FactSet Research Systems, il Wall Street Journal indica che le azioni che compongono il DAX 30 appartengono a società che hanno l’80% dei loro ricavi dall’estero. Quelle che compongono l’indice S&P 500, raccolgono solo il 37% delle loro entrate da oltre i confini degli Stati Uniti.

In particolare, il WSJ osserva che l’industria automobilistica tedesca rappresenta circa il 7,7% del PIL di quel paese ed è altamente vulnerabile a potenziali restrizioni commerciali che limiterebbero le esportazioni o interromperanno le sue complesse catene di approvvigionamento mondiali. I limiti alla sua crescita avranno inevitabilmente conseguenze negative diffuse per il resto dell’economia tedesca.

Nel frattempo, oltre ai dazi imposti sulle importazioni dalla Cina, il presidente Trump ha minacciato di imporre un’ulteriore tassazione del 25% su tutti i veicoli e sui ricambi più importati. Ciò sarebbe devastante per l’industria automobilistica tedesca, che si affida agli Stati Uniti come mercato principale.

Anche le aziende e i consumatori statunitensi stanno avendo problemi dai dazi imposti dall’amministrazione americana, visto che stanno aumentando le loro spese. L’ammontare totale raccolto dal governo degli Stati Uniti sulle importazioni in ottobre è stato superiore ai $ 5 miliardi, all’incirca il doppio rispetto a maggio. Ottobre è stato il primo mese in cui sono state raccolte somme da dazi per $ 250 miliardi sulle importazioni dalla Cina.

Nel frattempo, altri paesi si stanno “vendicando” di Trump e le stime citate dal Wall Street Journal indicano che ad ottobre sono state pagate più di $ 1 miliardo di tassazioni sulle esportazioni statunitensi, rendendo i prodotti made in USA meno competitivi sui mercati esteri.

In una recente nota riportata dalla società Barron’s, il mercato azionario americano “si sta muovendo nella direzione sbagliata”. I valori che vanno dal minimo di febbraio di 2.581 a 2.633 sono stati citati dagli analisti tecnici come livelli di supporto critico per l’S&P 500. Se il precedente dato è stato violato al ribasso, l’indice potrebbe scendere a 2400 punti, il che sarebbe del 18,4% al di sotto del massimo storico raggiunto il 21 settembre.

Fra i settori azionari più deboli tecnicamente vi sono quello industriale e finanziario, ma anche quello dei semiconduttori, small caps e mid-caps.

5 Paesi Che Sono In Un Mercato Orso: Conclusioni

Ora bisogna vedere se le azioni statunitensi possano evitare un mercato orso visto che la Cina, la seconda più grande economia del mondo, e la Germania, la più grande in Europa e la quarta più grande al mondo, già si trovano in una fase di mercato ribassista. Inoltre, le borse del mercato azionario in questi paesi sono spinte dal peggioramento delle prospettive economiche, causato dalla guerra commerciale scatenata dal presidente Trump.

Il declino dei fondamentali economici all’estero, oltre alle tasse istituite per “ritorsione”, stanno riducendo le prospettive per le esportazioni statunitensi. Questo, a sua volta, sarà negativo per l’economia degli Stati Uniti e gli utili delle società statunitensi.