7 Investitori Famosi Contrari al Bitcoin

Comprare Bitcoin oggi può essere più conveniente che mai soprattutto se consideriamo la crescita esponenziale del suo prezzo nell’ultimo periodo, tanto che il Bitcoin viene considerato universalmente uno dei migliori investimenti possibili, equiparato anche all’oro come bene rifugio in casi di svalutazione delle monete nazionali. Il Bitcoin può quindi avere una funzione di riserva, andando a mantenere il valore nel tempo, o di investimento, nel caso in cui si voglia acquistare in un momento in cui il prezzo risulta basso e rivendere successivamente quando il prezzo crescerà.

7 Investitori Famosi Contrari al Bitcoin

L’acquisto di questa criptovaluta necessita però di una certa esperienza e conoscenza del mondo finanziario. Per questo motivo è preferibile rivolgersi a consulenti esperti o a broker online che offrono questa tipologia di servizio. Se l’acquisto di Bitcoin è invece legato ad una speculazione a breve termine, bisogna fare attenzione a non pagare alte commissioni di acquisto o di vendita, dato che questo potrebbe rendere nullo l’effetto delle oscillazioni che possono generare un guadagno. Altro aspetto da considerare è la velocità in cui viene trasferita la criptovaluta, dato che se si vuole avere un guadagno da acquisti e vendite fatte in tempi molto brevi, è necessario che la valuta sia immediatamente disponibile nel proprio portafoglio (wallet).

Perché Non Investire Nel Bitcoin

Tuttavia, il successo della criptovaluta non è ben vista da molti. Innanzitutto, non sono pochi gli analisti e le grandi banche che guardano il Bitcoin con sospetto se non con preoccupazione. L’ultima è la Deutsche Bank, che ipotizza fra i rischi sistemici dei mercati addirittura un possibile crollo della criptovaluta nel 2018! I timori sono legati ad una probabile bolla destinata inevitabilmente a scoppiare, minacciando la stabilita del sistema finanziario internazionale. Per questo alcune delle principali banche di Wall Street hanno richiesto alle autorità competenti di attuare una maggiore regolamentazione delle criptovalute nel più breve tempo possibile. Ma ancora non è stato fatto nulla e, probabilmente, difficilmente sarà fatto!

Ma non solo le banche e gli analisti sono preoccupati dal Bitcoin. Anche alcuni famosi investitori sono preoccupati non poco da questa criptovaluta, sconsigliandone addirittura l’acquisto. Vediamo chi sono e quali sono le loro motivazioni.

1. Jack Bogle

John Bogle è considerato uno dei più grandi investitori di sempre. Specializzato nei fondi indice, è uno dei guru più apprezzati ed ascoltati della finanza mondiale. Il fondatore del  Vanguard Group si è scagliato di recente contro la criptovaluta suggerendo che è “infondata e che non possiede nessun tasso di rendimento sottostante“.

Parlando a un evento del Council on Foreign Relations a fine Novembre, Bogle ha fatto ben capire alla platea il suo punto di vista. “Sai che le obbligazioni hanno un coupon d’interesse, le azioni hanno guadagni e dividendi, l’oro non ha nulla“, ha detto Bogle. “Non esiste nulla che possa far supportare il Bitcoin, tranne la speranza che lo venderai a qualcuno per più di quanto lo hai pagato.

Bogle, come sempre, è stato schietto e la sua opinione è decisamente corretta. Nel caso però di una guerra su vasta scala o una recessione, l’oro e il Bitcoin potrebbero essere due delle risorse più preziose a disposizione.

2. Jamie Dimon

A proposito di oro, apparentemente il CEO di JPMorgan Chase & CO Jamie Dimon pensa che il Bitcoin sia il prossimo grande metallo prezioso. E non in senso positivo!

Secondo Dimon, “le persone sono molto brave a manipolare la stampa in questi giorni e ad ottenere notizie. Ogni giorno, assistiamo ad un bombardamento continuo sul Bitcoin. Ma a chi importa realmente? L’economia mondiale è così grande, ogni giorno si spostano triliardi di dollari“.

Anche lui ha le sue buone e sensate ragioni. Ma tutti gli “oppositori” presenti in questa lista hanno una cosa in comune: tutti considerano infatti il Bitcoin come qualcosa nell’etere…che non esiste. Tranne, ovviamente, se lo considerassimo solo una forma di scambio. Ipotizzate di voler vendere la vostra auto a € 20.000 e vi offrano 2 bitcoin come pagamento, se consideriamo che uno valga € 10.000: perché questa non deve essere considerata una transazione vera? Semplicemente perché le banche odiano quando vengono tagliate fuori da qualsiasi potenziale affare, piccolo o grande che sia.

L’opposizione di Dimon ha però poco a che fare con la preoccupazione per il proprietario medio di bitcoin e tutto ciò che riguarda i clienti controllanti.

3. Howard Marks

Il co-fondatore di Oaktree Capital Group LLC è un grande conoscitore del mercato valutario e ha da sempre avuto qualche difficoltà ad accettare il Bitcoin come moneta.

Gli investimenti seri consistono nell’acquistare cose perché il prezzo è interessante rispetto al valore intrinseco“, ha scritto Marks nel suo precedente memoriale del 26 Luglio scorso. “La speculazione, d’altra parte, si verifica quando le persone acquistano qualcosa senza alcuna considerazione del suo valore sottostante o dell’adeguatezza del suo prezzo, solo perché pensano che gli altri ne pagheranno di più in futuro“.

Beh, anche se non sono all’altezza di contraddire un guru degli investimenti come Marks, si potrebbe affermare che il “valore intrinseco” di un titolo non esiste. Certo, ci si può avvicinare, ma è impossibile appuntare il centesimo esatto!

Ad ogni modo, Marks accetta malvolentieri che si tratti di una moneta digitale, elencando anche alcuni dei motivi per cui la criptovaluta potrebbe fallire. “Il Bitcoin non è solo, ma oggi esistono già centinaia di valute digitali – tra cui undici con capitalizzazioni di mercato superiori a un miliardo di dollari – e nessun limite alla creazione di nuove “, ha scritto. “Quindi anche se le valute digitali sono qui per restarci, chissà quale sarà il vincitore alla fine?

4. Joseph Stiglitz

John Kenneth Galbraith una volta affermò che “la funzione delle previsioni economiche è rendere l’astrologia rispettabile“. Quindi, il fatto che Joseph Stiglitz, economista vincitore del premio Nobel, sia contro il Bitcoin è un buon motivo per considerare la moneta digitale “reale” e con un potere costante.

Per il premio Nobel, si tratta però di qualcosa da bandire, anche perché non ha alcuna funzione utile. C’è però una grande differenza tra dire che la criptovaluta è sopravvalutata e suggerire che dovrebbe essere messa al bando. Come sempre, tutto si riduce al controllo. Persone come Stiglitz, giustamente, non riescono a capire qualcosa che non è regolato dai governi. Sono sicuro che anche gente come Adam Smith e John Meynard Keynes sarebbero oggi contrari al Bitcoin.

5. Warren Buffett

Anche il grande Oracolo di Omaha è fra i più noti oppositori del Bitcoin. Ma Warren Buffett è famoso anche per dire una cosa e farne un’altra, in quanto tende a mantenere le sue vere intenzioni per se stesso!

Nel 2014, Buffett avvertì gli investitori che il Bitcoin era semplicemente un metodo per trasmettere denaro come un assegno o un vaglia e non possedeva alcun valore intrinseco. Un pensiero quindi non molto diverso da quello di Howard Marks.

Per quanto ne so, le uniche nuove dichiarazioni di Buffett sul Bitcoin sono dello scorso Ottobre, mentre parlava agli studenti dell’Università di Omaha. “Le persone si entusiasmano per i grandi movimenti dei prezzi e Wall Street si adatta“, ha detto Buffett. “Non è possibile valutare il Bitcoin perché non è un bene che produce valore.

A mio parere, il pensiero di Buffett può essere tradotto con “Non capisco abbastanza bene il bitcoin per giudicarlo, ma visto che sono Warren Buffett, tutti si aspettano che io abbia una posizione su qualsiasi cosa di natura finanziaria. Così, a caldo, ecco la mia opinione.

A differenza di altri, quindi, non sembra che la criptovaluta sia una delle quella cose che lo tenga sveglio la notte.

6. Alwaleed bin Talal

Sebbene non vi sia alcuna conferma ufficiale da parte del governo dell’Arabia Saudita, il principe Alwaleed bin Talal, le cui partecipazioni includono investimenti in società americane come Citigroup Inc (NYSE: C) e Lyft, è ancora detenuto in una “prigione a cinque stelle” a Riyadh.

Prima dell’arresto all’inizio di Novembre, il principe miliardario è apparso in un’intervista alla CNBC in cui screditava la valuta digitale.

Semplicemente non ha senso. Questa cosa non è regolamentata, non è sotto controllo e non è sotto il controllo di alcuna banca centrale“, ha detto Alwaleed il 23 ottobre su CNBC. “Io non credo in questa cosa chiamata Bitcoin. Penso che stia per implodere.

Anche in questo caso, un’altra persona facoltosa mette in dubbio la supervisione e il controllo normativo del Bitcoin. Se avessi un Euro ogni volta che un detrattore ha pronunciato la parola “controllo” riferito alla criptovaluta, non dico che sarei ricchissimo, ma diciamo molto più benestante!

Ma non mi sarei aspettato niente di meno da un miliardario che possiede un pezzo di una grande banca americana su qualcosa che minaccia il suo stesso sostentamento. Il principe Alwaleed dipende dalle banche per portare avanti le sue ambizioni globali. L’ultima persona al mondo a cui chiedere un parere sul Bitcoin è chi ha interessi nel settore bancario.

7. Steam

Sembra che la famosa comunità di videogiochi abbia smesso di supportare il Bitcoin con l’annuncio che non accetterà più la valuta digitale come metodo di pagamento.

Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un aumento della volatilità del valore del bitcoin e ad un aumento significativo delle commissioni per elaborare le transazioni sulla rete bitcoin“, ha scritto la società in un recente post sul suo blog.

Il valore di bitcoin è garantito solo per un certo periodo. Quindi, se la transazione non viene completata entro quella finestra temporale, la quantità di bitcoin necessario per coprire la transazione potrebbe cambiare. E questa è aumentata di recente fino al punto in cui può essere significativamente diversa.

Secondo Steam, le tasse di transazione di un anno fa per elaborare pagamenti con bitcoin erano di 20 centesimi. Oggi sono 200 volte superiori.

Mentre questo è qualcosa che alla fine verrà risolto, ciò mette in evidenza la novità del bitcoin rispetto alle valute tradizionali. Capisco che Steam metta il freno su questi pagamenti fino a quando non può avere controllo sui costi, ma chiunque pensi che questo sia un motivo per “basta dire di no al bitcoin”, non ha senso.

Steam non è tanto un detrattore quanto un “partecipante” frustrato. C’è una grande differenza.

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