Come Costruire Un Portafoglio Azionario

Un portafoglio azionario ottimale è quello che riesce a garantire rendimenti soddisfacenti grazie ad una gestione oculata del rischio. E anche se potrebbe apparire utopistico per molti, in realtà gestire efficacemente un portafoglio titoli potrebbe essere più semplice di quanto possa sembrare. Ovviamente, il condizionale è d’obbligo, perché nel mondo finanziario non esistono certezze. In questo senso, le azioni non danno rendimenti garantiti e anche i titoli di Stato più sicuri sono sempre esposti al rischio ipotetico di default del paese emittente. Ad ogni modo, oggi vi darò qualche utile suggerimento per gestire efficacemente un portafoglio azionario. Innanzitutto, controllare periodicamente l’andamento del proprio portafoglio azionario è importante soprattutto per chi preferisce investire a lungo termine. Non tutti i giorni, ovviamente. Ma non bisogna nemmeno far passare troppo tempo o essere troppo rigidi, perché si potrebbe perdere più opportuno per guadagnare o limitare le perdite. Insomma, bisogna controllare il proprio portafoglio azionario con la giusta attenzione e buon senso.

1. Investire A Lungo Termine

In un portafoglio titoli che si rispetti si dovrebbero investire solo capitali che si pensa di non dover utilizzare per almeno 10 anni. In questo modo, infatti, l’investitore può evitare uno degli errori più comuni nel trading: disinvestire nel momento sbagliato, magari quando le quotazioni sono scese! Al contrario, il trader che investe nel breve periodo, farebbe meglio a disinvestire (facendo attenzione a non perderci!) e reinvestire in strumenti meno rischiosi, come ad esempio i Conti Deposito.

2. Costi e Commissioni

Commissioni e costi vari possono avere il loro peso su un portafoglio azionario e fare la differenza fra guadagni e perdite. Il trader che intende investire in fondi di investimento dovrebbe quindi scegliere almeno quelli con le commissioni e le spese più basse.

3. Tempi di Trading online

I tempi di trading vanno dosati, ed è sempre opportuno non tradare troppo frequentemente. Fate le vostre ricerche e scegliete i titoli che vi sembrano più promettenti, e poi teneteli in portafoglio il più a lungo possibile. La troppa operatività potrebbe anche far salire le spese in commissioni. E ricordate che ci sono titoli che possono avere flessioni nel breve periodo ma che nel lungo hanno comunque delle performance positive.

4. Diversificare

Una delle regole d’oro del trading è quella di avere partecipazioni azionarie e quote di fondi di investimento appartenenti a vari settori e paesi, così da minimizzare il rischio e massimizzare le opportunità di guadagno.

5. Conoscere La Società In Cui Si Investe

Un altro degli errori più commessi dai trader è quello di investire solo in società molto famose o in titoli che a prima vista sembrano promettere bene. Prima di impegnare il proprio capitale bisogna tuttavia fare ricerche sulla società e capire se potrebbe essere un buon investimento: è necessario quindi conoscere la sua competitività nel settore di appartenenza, i suoi punti di forza e di debolezza e le sfide che sarà tenuta ad affrontare nel futuro. Bisogna inoltra seguirle con regolarità (almeno trimestrale) quando vi sono importanti notizie che le riguardano (ad esempio fusioni o acquisizioni) o quando pubblicano i risultati economici.

6. Battere I Benchmark

Di regola, un portafoglio azionario non dovrebbe solo crescere, ma anche battere i vostri punti di riferimento finanziari, quelli che in gergo vengono chiamati benchmark. Ad esempio, visto che si può sempre investire in un fondo indice a basso costo, il trader che vuole gestire autonomamente il proprio capitale dovrebbe almeno battere l’indice di riferimento del fondo in questione. Ma i benchmark possono essere anche altri: ad esempio, il tasso di interesse su un conto deposito o quello su un titolo pubblico di lungo periodo.

7. Tenere a Bada le Emozioni

Altro errore comune commesso dai trader alle prime armi è quello di acquistare azioni solo perché stanno salendo. Si tratta di una reazione emotiva che potrebbe costarvi molto caro, perché potreste avere a che fare con titoli sopravvalutati che sono destinati a scendere, prima o poi! Allo stesso modo, spesso si vende perché il titolo in questione sta crollando. Ed è un errore da non fare, perché la paura delle perdite potrebbe rendere impossibile approfittare di recuperi importanti che il mercato potrebbe mettere a segno. A volte, invece, può essere utile vendere nel corso di una discesa, per poter poi riacquistare a prezzi più bassi. Ma per poter davvero capire e gestire questo genere di operazioni, così come l’intera attività di investimento, è bene studiare, mettere a punto una strategia razionale, e non farsi mai sopraffare dalle emozioni.

Esiste un Portafoglio Perfetto? La Teoria di Browne

Negli anni ci sono state persone che hanno azzardato alcune teorie su come costruire il portafoglio azionario perfetto. Una delle più famose e spesso redditizie è quella dello statunitense Harry Browne, ex analista finanziario e politico liberale morto nel 2006. La sua teoria, chiamata “permanent portfolio”, è basata su una diversificazione estrema. Secondo lui i mercati finanziari sono dei grandi vasi comunicanti: essere presenti contemporaneamente in tutte le asset class è un fattore di garanzia e protezione. Il portafoglio perfetto quindi è suddiviso in quattro parti: 25% in azioni, 25% in oro, 25% in titoli governativi a breve e il 25% in titoli governativi a lungo termine. Si tratta di una ripartizione sostanzialmente perpetua: che non impone stravolgimenti e che affronta le varie condizioni di mercato in base al principio cardine della diversificazione. Negli anni, la teoria di Browne è stata ripresa e analizzata da alcuni analisti finanziari, tra cui l’italiano Francesco Caruso, il quale ha affermato che “per gestire un portafoglio servono gli stessi concetti usati da un imprenditore per la sua azienda, tra questi c’è la diversificazione con controllo del rischio e l’attenzione alle opportunità“. Caruso ha applicato la teoria del “permanent portfolio” adattandola ad un investitore europeo. Secondo lui, un trader che ragiona in Euro dovrebbe scegliere l’indice tedesco DAX 30 per le azioni, l’oro, il CTz italiani (zero coupon) per i titoli a breve e il Bund tedesco decennale per i titoli governativi a lungo termine. I titoli di Stato italiani e tedeschi possono essere acquistati sul mercato secondario, mentre oro e Dax possono essere replicati con gli Etf.

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Consigli utili su come costruire un portafoglio azionario efficace.

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