Il Fattore Tempo e il Rendimento Negli Investimenti Finanziari

Il fattore tempo e il rendimento rientrano fra gli obiettivi dell’investimento che ogni buon trader dovrebbe conoscere. L’obiettivo temporale indica per quanto tempo s’intende investire il proprio denaro prima di disinvestirlo e utilizzarlo per fini diversi, mentre l’obiettivo di rendimento rappresenta la quantificazione del guadagno o quanto ci si aspetta di guadagnare nel periodo di tempo prestabilito. Di seguito, vedremo di analizzarli entrambi nel dettaglio.

Fattore Temporale

Come molti di voi sapranno, la durata di un investimento può essere a breve, a medio e a lungo termine. Generalmente, gli investimenti a breve termine hanno una durata non superiore ai 12/18 mesi e riguarda quella liquidità di cui si prevede di poterne disporre a breve. Gli strumenti finanziari ideali per investire a breve termine sono: pronti contro termine (con scadenze anche inferiori ai 30 giorni), BOT, CCT (con durata non superiore ai 12/18 mesi ovviamente), BTP con vita residua a 12/18 mesi e titoli di stato AAA in area Euro, così da evitare i rischi di cambio. Gli investimenti a medio/lungo termine richiedono invece un approccio più “tattico”,  in quanto l’obiettivo da raggiungere potrebbe essere diverso da trader a trader. Questi possono essere: mantenere il potere d’acquisto invariato nel tempo e quindi proteggerlo dall’inflazione reale, accrescere il proprio capitale oppure garantirsi una certa rendita nel tempo. Ad ogni modo, ricordate che quando si parla di fattore temporale negli investimenti, bisognerà capire i cicli economici, attuare una buona diversificazione del portafoglio tra strumenti, mercati e valute e non avere bisogno di disinvestire l’intero capitale a breve.

Il Rendimento

rendimentoPer rendimento di un investimento finanziario s’intende la misura del reddito generato dall’investimento stesso, in base al capitale investito e alla durata dell’operazione. Di solito, è espresso in termini percentuali su base annua. Ma la sua definizione può variare in base al tipo di investimento effettuato. Ad esempio, il rendimento di un’obbligazione è il prezzo che paghiamo a chi prestiamo il nostro denaro, ma può anche assumere la forma di “premio per il rischio” in caso di investimenti su azioni o fondi di investimento. Ovviamente, il rendimento può anche assumere un aspetto negativo se le cose non andranno bene. In questo caso si parlerà più propriamente di perdita. Altro fattore interessante da notare è che il rendimento è sempre correlato al rischio preso: maggiore sarà il rischio, maggiore sarà il rendimento guadagnato. Esistono inoltre diversi tipi di rendimento:

  • rendimento semplice, inteso come il rapporto tra la variazione del valore di un’attività ed il valore che essa aveva all’inizio del periodo di osservazione;
  • rendimento medio, rappresenta il valore del rendimento che ci si può aspettare da un investimento. In un portafoglio azionario, il rendimento medio è invece il calcolo della media ponderata dei rendimenti medi ottenibili dai vari asset presenti, dove i pesi sono la percentuale del controvalore globale investita in ogni singolo titolo;
  • rendimento atteso, è quanto ragionevolmente ci aspettiamo di guadagnare dal nostro investimento.

Il rendimento di uno strumento finanziario è dato dalla media aritmetica dei rendimenti calcolati ex post sul periodo di osservazione. In statistica, lo stesso fenomeno è definito come la tendenza centrale verso la quale convergono e si addensano la maggior parte dei rendimenti periodali. Ecco perché la media viene definita anche “valore atteso”. Più il dato è elevato, più la situazione è confortante per l’investitore, ma tale indicatore, da solo, non è in grado di supportare nessuna decisione di investimento visto che manca la valutazione del rischio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi su