I Migliori 3 Indicatori Forex Trading

Per avere successo nel forex trading è indispensabile capire i meccanismi dell’analisi tecnica. Questa comporta infatti l’utilizzo di alcuni indicatori forex che possono aiutarci a capire e interpretare correttamente i movimenti del mercato. L’analisi tecnica forex permette infatti di analizzare i fondamentali di mercato e “relazionarli” alla componente emotiva del trader, in modo da aumentare le probabilità di profitto.

Guida ai migliori indicatori forex

I Migliori Indicatori Forex

Nell’analisi tecnica esistono diversi indicatori forex, ma sono tre i principali da utilizzare per massimizzare le probabilità di guadagno.

Indicatori Forex: Oscillatore Stocastico

Creato da George Lane nel 1970, si tratta di un indicatore forex che ci permette di sapere se il mercato si trova in condizione di ipercomprato o ipervenduto, ed ha un valore solitamente compreso tra 0 e 100. La teoria originaria diceva che solitamente le chiusure di barra (barre o candele giapponesi) prossime al loro massimo sono tipiche di tendenze rialziste, mentre le chiusure di barra prossime al loro minimo sono tipiche di tendenze al ribasso.

Di conseguenza se le linee sono al di sopra di 70-80, avremo una situazione di ipercomprato; se invece le linee si trovano al di sotto del 20-30, la situazione sarà ipervenduto. Nel primo caso, sarà un buon momento per vendere. Al contrario, in un mercato che è in condizione di ipervenduto e le linee di media mobile sono verso il basso a 30 o meno, sarà il momento di comprare.

Anche se sarà la vostra piattaforma di trading a fare il calcolo per voi, la formula matematica per conoscere lo stocastico è la seguente:

Indicatore Stocastico = 100 * [(CHIUSURA – MINn) / (MAXn – MINn)]

Dove:

MINn = Minimo degli ultimi n giorni
MAXn = Massimo degli ultimi n giorni
CHIUSURA = prezzo di chiusura ultima sessione (odierna)

Ricordate che il valore n non è fisso, ma può essere impostato come si vuole sulla piattaforma. Ad ogni modo, George Lane, preferiva l’impostazione a 14 periodi (anche se questo dipenderà dal mercato in cui si sta operando).

Di conseguenza, la formula sarà quindi:

Indicatore Stocastico = 100 * [(CHIUSURA − MIN14)/(MAX14 − MIN14)]

Indicatori Forex: Relative Strength Index (RSI)

Come il precedente, anche il Relative Strenght Index o RSI è un indicatore tecnico di momentum utile ad individuare le fasi di ipervenduto e ipercomprato. Il calcolo della forza relativa individuata dall’indicatore RSI serve ad esprimere la forza o la debolezza di un determinato strumento finanziario analizzandone i prezzi passati.

I suoi limiti superiori e inferiori sono 70-80 e 20-30 rispettivamente. Valori dell’RSI al di sotto del 30 indicano un mercato in una fase di ipervenduto, mentre al di sopra di 70 indicano un mercato in una fase di ipercomprato. Se i movimenti rialzisti o ribassisti spingono l’RSI verso dei valori che superano i livelli di “ipervenduto” o “ipercomprato” (30 e 70, rispettivamente), allora l’indice potrebbe segnalarci l’arrivo di una possibile inversione.

Vi ricordo che il solo utilizzo dell’indicatore RSI non basta, ma risulta più efficace se utilizzato assieme agli altri indicatori.

Indicatori Forex: Bande di Bollinger

Le Bande di Bollinger vengono usate solitamente per misurare il grado di volatilità del mercato. Più precisamente, queste misurano la volatilità di un titolo, ovvero quella che viene chiamata “deviazione standard”, cioè un calcolo “per stima” della variabilità di alcuni dati o di una variabile casuale.

La procedura di calcolo delle bande di Bollinger prevede l’utilizzo di una media mobile a “G” giorni (ad esempio a 20 giorni) alla quale dovrà essere sottratta o aggiunta il valore della deviazione standard moltiplicato per un dato fattore “F” (ovvero il moltiplicatore della deviazione standard applicata allo storico dei prezzi, solitamente 2 o 3).

Le bande di Bollinger possono segnalare al trader segnali di acquisto e di vendita, ma solo nel caso si verifichino le seguenti condizioni:

  • il grafico del prezzo esce dalla banda superiore per poi rientrarci. Questo rappresenterà un chiaro segnale di vendita che corrisponde ad un veloce aumento del prezzo (cioè l’uscita dalla banda) e ad un seguente aggiustamento o rallentamento (rientro nella banda);
  • il grafico del prezzo esce dalla banda inferiore per poi rientrarci. Questo è invece un chiaro segnale di acquisto che corrisponde ad un veloce calo del prezzo fino ad un arresto e ad una possibile inversione del trend.

Fate però attenzione, perché le bande di Bollinger potrebbero anche offrire falsi segnali. Per tale motivo è consigliabile utilizzare questo indicatore assieme ad altri, in modo da verificare l’affidabilità e il corretto funzionamento delle bande. Nel caso in cui due o più indicatori confermano il comportamento di tali bande, il segnale ottenuto acquisterà sicuramente maggiore significato.

Conclusioni

Ricordate che l’uso di tali indicatori appartenenti all’analisi tecnica dipenderà dal tipo di trader e dalla sua strategia. In ogni caso, non esiste modo di entrare in un business redditizio a lungo termine senza effettuare una corretta analisi tecnica.

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