Investire In Azioni: 5 Fattori Da Considerare

Anche se ciò che accade ai prezzi delle azioni nel breve periodo è in gran parte un riflesso dei cambiamenti nella psicologia degli investitori, oggi vi sono abbastanza informazioni disponibili che possono aiutare il trader nel processo di identificazione delle azioni che hanno la maggiore probabilità di sovraperformare il mercato nel lungo periodo. Comprendere l’importanza di queste informazioni è la differenza tra un investitore furbo e uno confuso, perso nella vastità di dati incomprensibili! E’ anche vero che le azioni non garantiscono la restituzione del capitale investito, in quanto acquistandole si presta del denaro all’azienda… senza avere la minima garanzia. Se l’azienda crescerà, le vostre azioni cresceranno di valore. Se invece avrà dei problemi, potreste anche non rivedere più il capitale investito! E’ però altrettanto evidente che ogni azienda è inserita in un sistema più grande che si chiama mercato, in cui sono presenti alcune regole: chi non è competitivo, chi non si rinnova nei prodotti e servizi offerti o chi non ha un brand accattivante, è destinato ad essere spazzato via dallo stesso mercato.

Investire in Azioni: I Parametri da Considerare

Per evitare situazioni spiacevoli, prima di comprare un’azione bisogna fare affidamento su alcuni parametri fondamentali che possono farci scegliere il titolo migliore e far diminuire il rischio di perdita.

1. Price/Earnings To Growth o PEG

Il PEG è un buon punto di partenza. Solo perché una società sta crescendo rapidamente non significa che sia un grande investimento. Ed è qui che entra in gioco questo parametro, che indica il rapporto tra l’indicatore price/earnings (P/E) e il tasso di sviluppo annuale previsto per gli utili di una società. Questo multiplo di mercato viene usato solitamente per valutare le azioni delle società operanti nel settore Internet, caratterizzate da un elevato tasso di crescita e, quindi, da uno sviluppo continuo. Tecnicamente, una società viene definita “in via di sviluppo” se presenta, per un periodo di almeno quattro anni, un livello di crescita maggiore della crescita media del settore di appartenenza. Questo significa che, se il rapporto P/E di una società è superiore al tasso di crescita e quindi il PEG risulta maggiore di 1, il suo titolo viene considerato relativamente costoso; al contrario, se P/E è inferiore al tasso di crescita e quindi il PEG è inferiore a 1, ciò è visto dagli analisti come un segnale favorevole all’acquisto. Visto che questo parametro si basa su una stima del tasso di crescita, il suo valore sarà tanto più attendibile quanto maggiore sarà il numero di analisti a cui viene richiesta la stima e quanto più le valutazioni fornite saranno simili. Il PEG viene quindi calcolato dividendo il P/E per il tasso prospettico di crescita. Ad esempio, se il P/E è 20 e il tasso di crescita è del 10%, il PEG sarebbe 2.

2. Relative Strength Index (RSI)

azioniIl Relative Strength Index o indice di forza relativa, è uno degli oscillatori più utilizzati nell’analisi tecnica e viene comunemente utilizzato dai traders che operano sui mercati dei futures. L’indice di forza relativa misura la prestazione dei prezzi di un’azione rispetto a quella del mercato in generale. Si tratta di un indicatore di momentum…che riesce però a risolvere ad alcuni problemi presenti nel momentum, nel Rate of change o in altri oscillatori di questo tipo. Questi, infatti, generano spesso confusione nella loro interpretazione, soprattutto quando si verificano bruschi movimenti del mercato causandone un’improvvisa inversione della linea. Sarebbe quindi opportuno ed efficace, ai fini del rendimento, minimizzare queste distorsioni. Il Relative Stregth Index, oltre a risolvere questo problema, presenta una banda d’oscillazione costante, da 0 a 100, che permette una comparazione dei valori con alcuni livelli costanti prestabiliti. Solitamente, quando il valore RSI è inferiore a 30 si ha una situazione di “ipervenduto”, ovvero una situazione che potrebbe presto dar luogo ad un’inversione rialzista. Quando invece il valore RSI è superiore a 70, si evidenzia una situazione di “ipercomprato”, ovvero una situazione che potrebbe presto dar luogo ad un’inversione ribassista. Tale indicatore viene utilizzato per ricercare un ingresso in prossimità dei minimi o dei massimi. La sua efficacia non è assoluta, ma rappresenta un valido supporto da integrare con gli altri parametri indicati in questo articolo.

3. Crescita Costante dei Ricavi

Non c’è niente di meglio della crescita costanti dei ricavi di una società per aumentare la valorizzazione delle proprie azioni. Se i guadagni crescono costantemente e coerentemente nel tempo senza interruzioni, vi saranno ottimi motivi per pensare che questo potrebbe continuare ancora. Prima di investire, quindi, bisognerebbe controllare questo parametro (considerando almeno gli ultimi 3 anni).

4. Coefficiente di Variazione (CV)

A dispetto del termine, il coefficiente di variazione (o coefficient of variation) non è così difficile da calcolare. Questo è infatti una misura della coerenza delle stime sugli utili da parte degli analisti. Il CV, generalmente, è un numero che varia da 0 a 15 (circa): un coefficiente di variazione basso dovrebbe arrivare fino a 4, suggerendo che esiste un ragionevole consenso tra gli analisti. Se il CV è superiore a 4, invece, significa che gli analisti hanno veramente poco fiducia nelle loro stime sul titolo in questione.

5. Free Cash Flow (FCF)

Come si può facilmente intuire, il free cash flow rappresenta il flusso di cassa disponibile per l’azienda, ed è dato dalla differenza tra il flusso di cassa dalle attività operative e il flusso di cassa per investimenti in capitale fisso. Il flusso di cassa operativo viene calcolato sommando all’EBIT (Earnings Before Interest and Taxes) gli ammortamenti e la variazione (se negativa con segno più, se positiva con segno meno) del capitale circolante (ottenuto come differenza tra attività e passività correnti). Gli investimenti in capitale fisso sono sostanzialmente espressi dal valore di CAPEX (Capital Expenditure). Si tratta di un parametro che può avere un effetto “sproporzionato” sul prezzo di un titolo, perché quando c’è un flusso di cassa, significa che c’è capitale disponibile per un’ulteriore espansione aziendale.

 

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