I Migliori 3 ETF a Bassa Volatilità

Negli ultimi tempi, leggendo sui vari forum finanziari online, mi è capitato spesso di imbattermi in trader che si lamentano dell’andamento del mercato azionario in questi primi mesi dell’anno. A mio parere, si tratta però di una critica ingiusta e che dimostra piuttosto l’avidità smisurata di certe persone! Non ha senso infatti lamentarsi di un mercato che ha consegnato oltre il 6% di rendimenti totali…nei primi quattro mesi del 2017, con l’S&P 500 tornato ad ottimi livelli. Soprattutto, non è andata male a chi ha investito in ETF a bassa volatilità, costituiti da gruppi di azioni selezionate in modo tale da ridurre il “valore beta” del fondo. E questo significa, ovviamente, che le oscillazioni quotidiane del mercato non dovrebbero essere così forti in questi etf. E i migliori Exchange-Traded Fund a bassa volatilità sono in grado di garantire questo senza sacrificare le prestazioni. Molti di loro sono infatti incentrati su azioni di aziende ad alta capitalizzazione che hanno effettivamente fornito degli ottimi rendimenti rispetto alla media del S&P 500 di quest’anno. Nel post di oggi vedremo appunto quelli che, secondo molti analisti finanziari, sono i migliori etf a bassa volatilità presenti oggi sul mercato.

Elenco Migliori ETF a Bassa Volatilità

1. iShares Edge MSCI Minimum Volatility USA ETF (NYSEARCA: USMV)

  • Spese: 0,15% (o $ 15 ogni anno per ogni investimento di $ 10.000)

etfIn questi primi mesi del 2017, USMV sta ottenendo risultati di gran lunga migliori rispetto alla media del mercato. Questo ETF è composto per l’85% da società ad alta capitalizzazione di mercato, con qualche esposizione a società mid e mini cap. Il fondo utilizza particolari accorgimenti per selezionare le azioni, così da avere la minima quantità di rischio e, conseguentemente, minore volatilità. Altra sua caratteristica è la diversificazione: nessuna società presente, infatti, ha una partecipazione superiore al 20%. Il settore più rappresentato è quello della Sanità (19,4%), seguito da quello IT (16,4%), beni di consumo (14,2%) e finanziario (11,2%). Fra i principali titoli presenti, troviamo Automatic Data Processing (NASDAQ:ADP), PepsiCo, Inc. (NYSE:PEP) e AT&T Inc. (NYSE:T) che, insieme, costituiscono meno del 5% del fondo. Queste caratteristiche ne fanno un ETF molto equilibrato con poco rischio sui singoli titoli. L’unica “pecca” è forse un dividendo inferiore a quello che ci si aspetterebbe da un fondo simile, pari attualmente all’1,8%. Ma USMV ha un valore beta di 0,7 (ricordiamo che qualsiasi titolo con un valore beta inferiore a 1 viene considerato poco volatile).

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2. PowerShares S&P 500 High Dividend Low Volatility Portfolio (NYSEARCA: SPHD)

  • Spese: 0,3%

Il basso dividendo dell’etf visto in precedenza è una carenza abbastanza comune tra gli ETF a bassa volatilità. Infatti, solo alcuni di loro (perlopiù a carattere internazionale) offrono maggiori rendimenti rispetto alla massa. SPHD è l’eccezione che conferma la regola, grazie al suo rendimento del 3,1%. Il funzionamento di questo fondo è molto particolare: in pratica, “filtra” l’S&P 500 per scovare i titoli che presentano la volatilità più bassa negli ultimi 12 mesi. Più del 22% del portafoglio è costituito da utilities, mentre un altro 11% è costituito da società operanti nel settore dei beni di consumo. Fra i titoli più rappresentativi di questo etf troviamo Philip Morris International Inc. (NYSE: PM)FirstEnergy Corp. (NYSE: FE). Tuttavia, anche il settore immobiliare (18,6%) e quello tecnologico (9,8%) assumono un notevole peso all’interno del fondo.

3. SPDR SSGA US Small Cap Low Volatility Index ETF (NYSEARCA: SMLV)

  • Spese: 0,12%

Quando si investe in piccole società, si cerca di ottenere un potenziale di crescita molto superiore a quello che si otterrebbe da titoli di società medie e grandi. E’ così anche per questo etf. SMLV è infatti un fondo basato principalmente su piccole aziende che presentano una bassa volatilità (circa 430), di gran lunga più “snello” rispetto alle quasi 1.950 aziende di un altro ETF simile, l’iShares Russell 2000 ETF (NYSEARCA: IWM). Fin dalla sua nascita, nel Febbraio 2013, SMLV ha superato IWM sulla base dei rendimenti totali (76,3% a 61,9%). Ciò grazie in gran parte ad un dividendo migliore, del 2,4%, che è quasi doppio del Russell 2000 (1,3%). Fra i settori principali che fanno parte di questo etf, troviamo quello dei REIT, tech e biotech. Fra i titoli principali vi sono invece MFA Financial, Inc. (NYSE: MFA) e Apollo Commercial Real Estate Finance (NYSE: ARI). SMLV ha una beta di appena inferiore a 1, contro l’1.2 di IWM, di gran lunga quindi meno volatile del suo principale “antagonista”.

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