I Migliori Paradisi Fiscali – Classifica 2018

Si sente spesso parlare di paradisi fiscali, ma pochi sanno come funzionano realmente e dove si trovano. In poche parole, si tratta di nazioni dove società e investitori privati spostano i propri capitali, fondano società offshore, dove vige il segreto bancario e dove il sistema di tassazione è bassissimo, quasi nullo. Insomma, un vero e proprio “paradiso” dove tenere al sicuro e preservare l’integrità dei propri risparmi.

I Migliori Paradisi Fiscali - Classifica 2018

Paradisi Fiscali 2018: Quali Sono i Migliori?

Quando si sente parlare di conti all’estero e società con sedi legali in isole sperdute, si tende a pensare che sotto ci sia sempre qualcosa di losco. Ma non sempre è così. Oggi esistono anche metodi legali grazie ai quali sia le società che i privati possono evitare di pagare le (eventuali) alte tasse istituite dal proprio Paese.

I paradisi fiscali oggi sono “mete gettonate” sia dai singoli risparmiatori che dalle grandi aziende. Ai primi, questi paesi offrono tasse esigue o addirittura nulle su reddito personale, interessi, capital gain e così via, mentre le società possono risparmiare miliardi in tasse registrando gli utili in una società offshore con sede in un paradiso fiscale.

Bisogna dire che, rispetto a qualche anno fa, oggi i paradisi fiscali si sono ridotti drasticamente di numero. Tutta “colpa” del Common Reporting Standard, un accordo creato dall’OCSE nel 2014 che elimina il segreto bancario e promuove lo scambio di informazioni finanziarie fra i governi di 52 paesi (che saranno 92 entro il 2018). Tale accordo fra diversi paesi ha stimolato gli evasori ad aderire alla “voluntary disclosure”, che sfrutta questa norma per rendere noti capitali non dichiarati al fisco italiano senza incorrere in multe salatissime.

Negli ultimi anni, al Common Reporting Standard hanno aderito “roccaforti” un tempo inespugnabili come Svizzera, Isole Cayman, Liechtenstein, Città del Vaticano, San Marino e Montecarlo, ma anche paesi come Ecuador, Bermuda, Isola di Man e Jersey, Gibilterra, Mauritius, Filippine, Barbados, Cile, Dominica, India, Niue, Seychelles, Uruguay e Trinidad e Tobago.

Entro la fine dell’anno dovrebbero invece aderire Andorra, Arabia Saudita, Australia, Bahamas, Belize, Brasile, Brunei, Canada, Cina, Costa Rica, Dar es Salaam, Grenada, Emirati Arabi, Hong Kong, Indonesia, Israele, Giappone, Isole Marshall, Macao, Malesia, Monaco, Nuova Zelanda, Qatar, Russia, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Samoa, Singapore, Sint Maarten, Turchia.

Vediamo ora quali sono i 10 migliori paradisi fiscali al mondo, ovvero i Paesi che offrono le condizioni economiche e fiscali più vantaggiose per privati e aziende.

Migliori Paradisi Fiscali 2018: Liechtenstein

Il Liechtenstein è uno dei paradisi fiscali più popolari al mondo soprattutto per offre una legislazione fiscale molto favorevole per le imprese, che permette loro di risparmiare miliardi in tasse dovute. Molti colossi industriali hanno oggi la propria sede europea nel piccolo paese, tra cui Amazon.

Migliori Paradisi Fiscali 2018: Isole Cayman

Queste gruppo di isole caraibiche, soggette al governo britannico, sono forse il paradiso fiscale più popolare. E per un buon motivo. Le Isole Cayman, infatti, sono uno dei pochi Paesi al mondo dotate di leggi speciali che permettono la creazione e la gestione di un’azienda senza pagare nessuna tassa. Questo solo se la società in questione nasce per “motivi di impresa”, in quanto ciò viene considerata un’azione perfettamente legale e non un modo creativo per evadere le tasse. Ad ogni modo, per godere dei vantaggi fiscali, si avrà quasi sempre bisogno di un professionista che sappia come gestire la complessa burocrazia del paese.

Migliori Paradisi Fiscali 2018: Isola di Man

La caratteristica principale dell’Isola di Man è la totale assenza di imposte sui redditi di capitale, ma anche dell’imposta di successione, l’imposta sulle società o le imposte di bollo. Situata tra l’Inghilterra e l’Irlanda, il governo dell’isola ha anche una speciale legge che applica una tassazione bassissima sui redditi: l’aliquota più alta è infatti del 20% per un totale massimo di circa €150.000.

Il paese è anche un paradiso molto amato dai pensionati. Molte società internazionali con sede nell’isola hanno i piani pensionistici dei propri dipendenti detenuti in conti aperti grazie alla protezione della liquidità e alla possibilità di andare in pensione a partire dall’età di 50 anni!

Migliori Paradisi Fiscali 2018: Bahamas

Le Bahamas offrono l’assenza totale di imposte sulle plusvalenze, sulle imposte di successione e sulle tasse sul reddito personale. Le leggi del paese sono però più vantaggiose per i ricchi, soprattutto per chi vuole minimizzare al massimo la tassazione sulla propria eredità.

Migliori Paradisi Fiscali 2018: Svizzera

Nonostante l’adesione al Common Reporting Standard, che gli ha fatto perdere un po’ di appeal fra i risparmiatori, la Svizzera rimane il paradiso fiscale per eccellenza. Oggi il paese elvetico non è solo un centro finanziario molto apprezzato da privati e società, ma gode anche di un sistema tassativo fra i più bassi al mondo.

Migliori Paradisi Fiscali 2018: Principato di Monaco

I residenti nel Principato di Monaco godono di un vantaggio che noi italiani possiamo solo sognare: nessun cittadino monegasco paga la tassa sui redditi. Questo significa che ogni residente nel Principato può tenersi tutto il denaro che guadagna, senza versare un solo euro in tasse! La tassazione è inoltre molto favorevole per le imprese. Ma abitare nel piccolo paese non è roba per tutti: secondo una recente statistica, un residente su tre è milionario e il costo della vita è abbastanza alto.

Migliori Paradisi Fiscali 2018: Bermuda

Come la Svizzera, anche le Bermuda hanno aderito solo recentemente al Common Reporting Standard. Quindi, niente più segreto bancario. Nonostante ciò, rimane uno dei paradisi fiscali preferiti dalle grandi multinazionali, in quanto le leggi vigenti non prevedono alcuna imposta sulle società.

Migliori Paradisi Fiscali 2018: Irlanda

In Europa, pochissimi possono vantare un sistema tassativo vantaggioso come quello irlandese. Molti colossi industriali hanno la propria sede europea in Irlanda, fra tutti Alphabet (Google) ed Apple.

Migliori Paradisi Fiscali 2018: Mauritius

Oggi le Mauritius sono una delle mete preferite per gli investimenti esteri. Anche molte popolari società (fra cui JP Morgan Chase, Citigroup e Pepsi) hanno deciso di aprire sedi nelle isole dell’oceano indiano, grazie soprattutto alla sua tassazione molto favorevole del 15%. Come se non bastasse, le aziende che sono fiscalmente residenti nel paese possono usufruire di agevolazioni fiscali concesse mediante convenzioni. Anche le plusvalenze e gli interessi non sono tassati.

Migliori Paradisi Fiscali 2018: Isola di Jersey

Situata nel canale della Manica, l’Isola di Jersey è forse fra i paradisi fiscali meno conosciuti, ma non per questo meno attraente. In questa piccola isola non esistono tasse di successione o sulle plusvalenze, ma è invece presente un’aliquota standard per le imposte sulle società allo 0% (tranne che per le imposte sui servizi finanziari, utility e società immobiliari). Inoltre, le leggi vigenti non prevedono nessuna ritenuta per il pagamento di interessi e dividendi agli azionisti di società offshore.

Paradisi Fiscali 2018 – La Black List

Chi non ha aderito al Common Reporting Standard e quindi non garantisce una certa trasparenza nei depositi di capitale, viene inserito in una sorta di black list dagli altri paesi, in base alla tipologia di tassazione o regime adottato. In pratica, in questi stati:

  • non esistono tasse e viene garantito l’assoluto segreto bancario anche con altri stati (Pure Tax Haven)
  • vengono esclusi da ogni tassazione i redditi esterni, ma viene tassato solo il reddito interno (No taxation on foreign income)
  • la tassazione è molto bassa, a prescindere dal reddito (Low taxation)
  • hanno un regime fiscale simile a quello dei paesi considerati “normali”, ma consentono la costituzione di società flessibili (Special Taxation).

Tutti i paesi elencati di seguito, vengono definiti dall’OCSE e dalla Commissione Europea come “entità non cooperative per ciò che concerne le politiche fiscali”. Ad oggi, nella black listi sono inclusi:

  • Antigua (solo per le società internazionali che operano al di fuori del paese)
  • Barbuda
  • Grenada
  • Isole Vergini statunitensi
  • Portorico (solo per le società che offrono servizi bancari)
  • Panama  (solo per le società i cui fondi provengono dall’estero o situate nella Colon Free Zone o operanti nelle Export Processing Zone)
  • Guatemala
  • Tonga e Tuvalu
  • Nevis e Nuova Caledonia
  • Salomone
  • Samoa
  • Saint Lucia
  • Saint Vincent e Grenadine
  • Sant’Elena
  • Sark
  • Saint Kitts
  • Isole Marshall
  • Polinesia Francese
  • Vanuatu
  • Nauru
  • Micronesia
  • Kiribati
  • Isole Cook
  • Taiwan
  • Macao
  • Brunei
  • Libano
  • Oman
  • Gibuti
  • Liberia
  • Maldive
  • Cipro
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Elenco dei paradisi fiscali legali e quelli compresi nella black list dell'OCSE e della Commissione Europea.

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