Perché è Utile Tenere Poca Liquidità in Portafoglio

Qualsiasi portafoglio finanziario, più o meno elaborato, è strutturato non solo con azioni o obbligazioni, ma anche con una quota di liquidità o di strumenti monetari in genere. La liquidità è infatti importante per avere sempre disponibilità per operazioni di breve termine sia in entrata (disinvestimenti) e sia per quelle in uscita (investimenti da effettuare). Il problema è che molti investitori spesso esagerano nella quota di liquidità in portafoglio, soprattutto quelli eccessivamente prudenti ed emotivi (e non soltanto in occasione delle forti turbolenze di mercato).

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Liquidità: Quanta Tenerne In Portafoglio

Ecco perché, secondo molti esperti, è opportuno tenere in portafoglio la giusta quota di liquidità, né troppa e né poca. Vediamo ora i motivi di questa teoria.

1. Pericolo Inflazione

Il primo pericolo per la liquidità tenuta in portafoglio è che questa venga intaccata dall’inflazione. Questo perché il rendimento reale della liquidità (comprensivo dell’inflazione) è molto basso. Anzi, molto spesso è addirittura negativo. A questo proposito, vi è una statistica interessante: se si considera infatti il periodo che va dal 1900 al 2016, la liquidità detenuta in un portafoglio finanziario avrebbe in media reso in termini reali il -8,2% ogni anno. L’inflazione è quindi il primo deterrente per ogni quota di liquidità.

2. I Mercati, Storicamente, Salgono Sempre Nel Lungo Periodo

Storicamente, se consideriamo il lungo periodo, sia le azioni che le obbligazioni hanno registrato in Italia e nel mondo rendimenti positivi. La liquidità, invece, è stata costantemente intaccata dall’inflazione. Ovviamente, parliamo sempre di rendimenti reali (che tengono conto dell’inflazione).

3. Non Puntare Sul Breve Termine

Se intendete usare la liquidità come “riserva” per fare trading sul breve (o brevissimo) termine e comprare e vendere più volte nella giornata cercando di battere il mercato, sappiate che le probabilità e la storia sono contro di voi! Questo perché gli investitori tendono spesso a comprare troppo tardi fondi o ETF che hanno avuto una buona performance e venderli subito alla prima performance negativa. Esattamente il contrario di ciò che si dovrebbe fare. Una strategia di market timing non rende quasi mai: le performance degli investitori sono spesso peggiori di quelle dei fondi nei quali investono.

4. Pericolo di Spese Inutili

Avere troppi soldi in tasca, si sa, ci induce a spenderli tutti! Allo stesso modo, tenere troppa liquidità nel proprio portafoglio aumenta la probabilità di acquisti di cui non si ha realmente bisogno. Diversamente, se ci fossero somme investite, si sarebbe portati a seguire una strategia finanziaria più efficace. E’ più che altro una questione psicologica.

5. Conviene Investire Più in Azioni e Obbligazioni

Per chi non lo sapesse, esiste una differenza fra trading e investimenti: i primi, si riferiscono al breve termine, mentre i secondi al lungo. Prima di impiegare il proprio capitale, bisogna avere bene in mente il proprio orizzonte temporale, il grado di rischio e attuare una diversificazione ottimale del proprio portafoglio. Statisticamente, investire nel lungo termine conviene di più rispetto alla scelta di tenere i soldi fermi sul conto. Anche se ogni tanto una perdita è normale, nel lungo periodo la scelta sarà vincente. La somma di liquidità da tenere in portafoglio varia in base alle necessità del nucleo familiare: maggiore saranno i componenti, maggiore sarà quella da tenere.

Conclusioni

A questo punto, la domanda che molti di voi potrebbero porsi è quanta liquidità effettiva tenere in portafoglio. Per molti analisti, dovrebbe essere pari al reddito netto di due mesi o anche superiore, nel caso di liberi professionisti che non hanno una busta paga fissa. Lasciare una quota di liquidità più alta sul conto, invece, non è la scelta che negli anni premierà la capacità di risparmio.

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I motivi per cui è importante tenere poca liquidità nel proprio portafoglio finanziario.

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