Come Scoprire La Propria Tolleranza Al Rischio

Prima di investire il proprio capitale, una delle prime cose da fare è quella di scoprire la propria tolleranza al rischio. Cosa non semplice, a dire il vero. La propensione al rischio, infatti, rappresenta il grado di tolleranza alle variazioni del valore del capitale ma…è pur sempre un’entità indefinita, che non è possibile quantificare, che può variare nel tempo ed essere condizionata da innumerevoli e svariati fattori quali la famiglia, le amicizie, le proprie conoscenze, i propri obiettivi, la stabilità finanziaria, l’andamento dei mercati etc. Eppure è fondamentale stabilire in anticipo quale e quanto rischio si intenda assumere, così da non incorrere in perdite disastrose. Vediamo come fare.

Innanzitutto, il trader deve porsi delle domande prima di investire. Ma non quelle che solitamente si trovano nei questionari rilasciati dai vari broker per individuare il profilo di rischio del cliente, in quanto si limitano a chiedere solo quali strumenti finanziari conosce o che ha acquistato in passato, l’ammontare del reddito, etc. Oltre a queste, le domande da porsi dovrebbero essere: “I miei obiettivi possono essere anticipati o posticipati nel tempo? “Quali conseguenze possono derivare dal non rispettare certe scadenze?” “Quale dovrà essere il mio atteggiamento rispetto a rendimenti superiori/inferiori a quelli normalmente attesi?” “Qual è la perdita massima annua (in termini percentuali o in valore assoluto) che posso permettermi senza che ciò influenzi la mia vita o il mio umore?” “Nel caso si realizzi la perdita massima ipotizzata, quale potrebbe essere il mio stato d’animo?” Rispondere coerentemente a queste domande potrebbe essere più difficili di quanto si possa pensare, in quanto presuppone la capacità di immedesimarsi in situazioni che spesso non si sono vissute direttamente o che avranno comunque degli aspetti diversi da quelle passate.

Ad ogni modo, dopo aver dato una risposta plausibile alle domande, dovremmo scriverle su carta per poter sempre verificare la validità del nostro test e la coerenza di ciò che stiamo facendo. In seguito bisognerà ripetere a se stessi le domande con una certa frequenza (diciamo ogni 6 mesi) e controllare se le risposte coincidono con quelle date in precedenza. In caso contrario, aggiornare la documentazione (e, di conseguenza, l’asset al location del nostro risparmio). Fatto questo, sarà poi importante allocare le risorse finanziarie in modo coerente con le risposte date, ovvero trovare quel portafoglio titoli che in qualsiasi momento soddisfi i criteri minimi che ci siamo dati.